Luca Romano, Il Giornale
La legge elettorale spacca la sinistra e il Pd. Alta tensione tra gli scissionisti dem e il Pd sull'Italicum. MdP a quanto pare averbbe intenzione di fare un passo indietro dal tavolo per il Mattarellum. Su questo punto è arrivato già il no di Forza Italia e di Alternativa Popolare. Adesso potrebbe aggiungersi quello dei bersaniani. E lo scenario potrebbe cambiare in modo drastico e così i numeri potrebbero cambiare a palazzo Madama. Di fatto a Montecitorio i voti potrebbero esserci e la legge dunque potrebbe passare. Ma è allarme al Senato. Bersani infatti, interpellato dai cronisti, come riporta l'HuffPost, si sarebbe lasciato scappare un "vedremo...". Tanto è bastato per mettere in crisi il Pd renziano. Ed è stato Alfredo D'Attorre a rincarare la dose: "Far passare il Mattarellum alla Camera - ha detto D'Attorre - con un voto a stretta maggioranza, sapendo che poi affonderà al Senato, significherebbe mettere la legge elettorale su un binario morto. Allora sarebbe più onesto dire 'non vogliamo fare la legge elettorale'". Una dichiarazione che fotografa bene quale possa essere la difficoltà di far passare la nuova legge elettorale. Tuttavia il Pd non vuole una retromarcia: "Attendo che in Mdp facciano sintesi al loro interno tra le varie correnti. Ricordo che il Mattarellum è stato votato anche da molti di loro, prima di uscire dal Pd, alla Assemblea nazionale di dicembre: il Mattarellum fu approvato all'unanimità", ha detto il capogruppo dem Ettore Rosato. "Io credo - ha poi spiegato a proposito della posizione dei Dem - che sia giusto andare avanti sulla legge più coerente e più facile da approvare, perché è stata già utilizzata. Alcuni gruppi dicono No al Mattarellum per scaricare sul Pd la responsabilità della legge elettorale, ma questi stessi che dicono No poi non riescono a mettersi d'accordo per avanzare una proposta alternativa".
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